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La vita di Ludovico Ariosto

Ludovico Ariosto apparteneva ad una nobile famiglia di Reggio Emilia. Per seguire il volere del padre intraprese gli studi di diritto all'università di Ferrara, ma li lascio presto, per dedicarsi agli studi letterari. frequentò la corte del duca Ercole I, diventando uno dei cortigiani stipendiati. ma dopo l morte del padre, nel 1500, fu costretto ad occuparsi del patrimonio familiare, acquisendo la tutela dei fratelli minori. entrò al servizio del cardinale Ippolito, il quale gli affidò incarichi vari, che, come afferma egli stesso nelle "Satire", erano in contrasto con la quiete che richiedeva la sua attività di letterato. In seguito al conflitto tra Spagna e Francia, che vedeva l'Italia come campo di battaglia, si recò spesso a Roma come ambasciatore, in quel periodo si avvicinò alla famiglia dei Medici di Firenze, i quali però non gli conferirono gli incarichi ambiti. Nello stesso periodo incontrò Alessandra Benucci, che sposò in seguito, poiché aveva, in precedenza, preso gli ordini minori, che lo costringevano alla castità. nel 1517 passò al servizio del duca Alfonso che li affidò il compito di governatore della Garfagnana, regione appenninica turbolenta ed infestata da banditi. tornò a Ferrara nel 1525, in cui passò gli ultimi annui della sua vita in tranquillità, morì nel 1533.

Ariosto intraprese in giovane età, secondo il volere del padre, gli studi di diritto, che però abbandonò presto per dedicarsi totalmente alla sua vocazione letteraria. si dedicò in seguito ad approfondire la sua formazione umanistica, che lo spinse a scrivere diverse liriche latine, influenzate dagli autori Orazio, Virgilio, Ovidio e Catullo. Non ebbe un adeguata istruzione riguardo la letteratura greca. a Ferrara strinse anche un legame di amicizia con l'intellettuale più prestigioso dell'epoca: Pietro Bembo, che influenzò Ariosto, spingendolo verso la poesia lirica in volgare. le commedie di Ariosto, che inaugurarono la commedia cinquecentesca, seguivano invece il modello plautina, a cui aggiunse elementi della novella di Boccaccio.
Ariosto rappresenta la tipica figura dell'intellettuale cortigiano del RInascimento. in effetti egli operò per tutta la vita nell'ambiente della corte, frequentò infatti la corte del duca Ercole I e del duca Alfonso. Tuttavia il rapporto di Ariosto con la corte è caratterizzato da sentimenti di polemica e rifiuto. nonostante possedesse capacità politiche e diplomatiche, aspirava ad una vita quieta ed appartata, difendendo la propria libertà di individuo e di intellettuale. Il suo ideale di vita è dominato dalla misura e dall'equilibrio interiore.

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