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La poesia - Per capire ed analizzare il testo poetico

Molte sono le motivazioni che inducono un autore a scegliere la poesia sappiamo che la poesia si caratterizza rispetto alla prosa perché è strutturata in versi . in primo luogo l autore decide tramite l “andare a capo” di imprimere a quella porzione di testo che è il verso un’evidenza e un peso particolari e nel far questo invita per così dire il lettore a considerare la forma del testo poetico tanto importante quanto il suo contenuto.
L’autore mira a un tempo a esprimere un contenuto emotivo e a comunicare un messaggio che il lettore possa capire. Nel suo intento comunicativo per evitare di spiegare ciò che ha da dire egli si serve del vantaggio che la disposizione delle parole in versi gli concede.
A differenza della prosa in cui le pause sono quasi esclusivamente dettate dalla punteggiatura la poesia può anche servirsi della divisone in versi e in strofe. Certo non è facile per noi inserire correttamente le pause in un testo poetico. Quasi sicuramente la divisione in versi e in strofe che facciamo noi è diversa da quella che potrebbe fare l’autore. Il poeta non segue infatti le regole rigide, ma distribuisce le pause a seconda di quello che vuole comunicare. L’importante è capire che queste pause sono necessarie per esprimere nel modo più efficace il significato della poesia.
Il significato del testo emerge attraverso la frammentazione del contenuto in una serie di immagini che risultano particolarmente vive ed efficaci perché rrimangono bene evidenziate anche dal punto di vista grafico oltre a quello sonoro. Il testo poetico non dichiara immediatamente il suo significato ma lo fa intuire non spiegandolo. La poesia infatti adopera la parola in modo diverso rispetto alla lingua comune orale o scritta. La poesia non ha solo un significato ma ne ha diversi, infatti il suo significato è un universo complesso che non corrisponde alla somma dei significati delle singole parole. L’interpretazione di una poesia si deve quindi confrontare con questa complessità e non potrà esserci una sola esauriente risposta alla domanda che ci siamo posti.
La poesia si scrive in versi anche perché in essa gli spazi bianchi, le pause sono tanto significativi quanto le parole. La poesia nasce dal silenzio che equivale alla non espressione, su questo silenzio le parole del poeta disegnano delle immagini e intorno a queste regna ancora il silenzio. Scrivere una poesia significa scegliere, non si può dire tutto non si può trasformare tutto il silenzio in parola. Un pregiudizio importante da dimenticare è che la poesia debba parlare di cose necessariamente importanti , di sentimenti forti come l’amore, il dolore, la gioia,la tristezza… la poesia parla anche di queste esperienze,ma oltre a queste anche di tante altre cose praticamente di tutto. La poesia è un linguaggio espresso per immagini e tutto quello che può essere trasmesso tramite un’immagine può essere poesia. La sostanziale differenza tra la poesia e la prosa è quello che nella prosa si ricalca perlopiù la lingua comune , in cui le parole sono essenzialmente usate nel loro significato primario o letterale e per questo il suo significato si dice denotativo mentre il linguaggio poetico usa parole che evocano sentimenti emozioni e immagini aggiungendo loro a un significato letterale un significato figurato e il significato viene detto connotativo. Ogni parole è l’unione inscindibile di significante e significato. Tra il suono e il significato si creano inscindibili corrispondenze. La scelta dei suoni non è casuale ma ha una funzione espressiva di in quantificabile valore. Bisogna quindi imparare a leggere le parole non solo per il loro significato ma anche per il loro suono. Il contenuto che può avere un testo poetico è detto tema. Per individuare il tema di una poesia bisogna fare attenzione alle parole chiave. Per analizzare e comprendere un testo poetico dobbiamo eseguire molte operazioni , ma non dobbiamo partire con la sicurezza di capire tutto di un testo poetico e neanche essere sicuri di poter dare una sola interpretazione soprattutto se si tratta di una poesia contemporanea. I livelli di comprensione del testo poetico e le operazioni da compiere per analizzarlo sono le seguenti: conoscere gli elementi extratestuali quali possono essere la vota dell’autore, il periodo in cui viene scritta la poesia, sotto quali correnti letterarie nasce..; individuare il tema attraverso le parole chiave e capire il contenuto; analizzare il significante ovvero la forma; analizzare il significato ovvero il linguaggio poetico.
Un utile strumento di analisi per la comprensione del testo poetico è la parafrasi che è un operazione che ci permette di comprendere il significato letterale del testo.

Le strutture di un testo poetico

Sillaba: Unità minima di una parola contenente almeno una vocale.
Ritmo: Ripetizione a intervalli regolari di un gruppo di eventi.
Metro: Deriva dal greco “mètron” e significa “misura”; in poesia è l’unità di misura che organizza il succedersi dei suoni e delle pause.
Metrica: E’ la disciplina che studia le caratteristiche dei metri: quantità di sillabe per ogni verso, il rapporto tra sillabe atone e accentate, la disposizione delle pause.
Pausa primaria: Pausa forte che viene rappresentata con lo spazio bianco alla fine del verso.
Cesura: Pausa che si trova all’interno dei versi, all’incirca alla metà del verso.
Enjambement: Superamento del verso da parte di una frase, il periodo ne risulta spezzato.
Ictus: Colpo, ossia accento.
Conteggio delle sillabe: Si contano le sillabe fino a quella su cui cade l’ultimo accento aggiungendone una e una sola.
Sinèresi: Due vocali formano un dittongo, si considera una sola sillaba.
Dièresi: Due vocali che formano un dittongo vengono contate come due sillabe distinte.
Sinalèfe: Una parola che finisce per vocale si unisce alla parola successiva che inizia per volale, formando un’unica sillaba.
Iato: Al contrario della sinalèfe, si considerano due sillabe distinte.
Rima: Identità delle lettere di due parole diverse a partire dall’accento tonico.
Le rime collegano versi in posizioni diversa.
Rima baciata: AA-BB-CC.
Rima alternata: AB-AB.
Rima incrociata: AB-AB.
Rima replicata: ABC-ABC.
Rima invertita: ABC-CBA.
Rima incatenata: ABA-BCB.
Ripresa o ritornello: X,Y,Z.
Rima povera: Fra sole vocali.
Rima ricca: L’identità si estende anche ad altre lettere.
Rima equivoca: Due parole identiche, ma con significati differenti.
Rima identica: Una parola rima con se stessa.
Strofa: Insieme dotato di senso compiuto e di propria autonomia musicale.
La ballata: Componimento di origine popolare che accompagnava nel medioevo con la musica, la danza; è caratterizzata dalla presenza del ritornello all’inizio e alla fine della ballata.
La canzone libera: Presenta queste rime a volte del tutto assenti e numero di versi variabile tra una stanza e l’altra.
Il sonetto: E’ una stanza isolata di una canzone, molto duttile grazie anche all sua caratteristica brevità. Tratta amore, rapporto con la natura e riflessioni sulla morte.
L’ode: Generalmente accompagnato nelle odi latine. Gli argomenti trattati sono amore ma anche temi civili e religiosi.
Timbro: Determina la qualità dei suoni che compongo la parola
Allitterazione: Un suono si ripete all’inizio o all’interno di due o più parole che diventano perciò significative nel componimento.
Assonanza: Due o più parole più o meno vicine hanno le stesse vocali finali.
Consonanza: Due o più parole hanno le stesse consonanti finali.
Paronomasia: Due o più parole differenziano solo per uno o due fonemi.
Onomatopea: Un suono si muta in parole; le onomatopee vengono inventate dagli stessi poeti.

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