come si scrive una pagina del diario segreto

13/03/17 alle 11:11

Caro diario,
scusa se non ho avuto tempo di scriverti negli ultimi giorni, ma sono stato abbastanza indaffarato e, se vogliamo dirla tutta, non mi andava proprio.
Comunque, ho trovato il tempo (e la voglia) di raccontarti quello che è successo nell'ultima settimana; come già ti accennavo un po' di tempo fa, dal
5 al 10 sono stato in campo scuola in Trentino, vicino a un paesino chiamato Lavarone. L'unico lato negativo del viaggio è che il nostro hotel si trovava isolato, a vari chilometri da Lavarone, e quindi non prendeva internet; a questo bisogna aggiungere il fatto che non ci fosse il wifi nell'albergo. In poche parole, eravamo isolati dal mondo esterno.
Oltre a questo isolamento perenne posso dire che questa settimana bianca mi abbia soddisfatto molto; ho infatti imparato a fare qualcosa che non avrei mai immaginato di fare in vita mia, sciare.

L'idea di sciare non mi è mai andata a genio, credevo che fosse noioso e molto difficile da imparare, ma ora devo decisamente ricredermi: è forse una delle attività più divertenti che abbia mai fatto e sinceramente non l'ho trovato così difficile. Ovviamente mi ci è voluta un'intera giornata per carburare, ma poi non ho riscontrato grandi problemi; ovviamente non sono mancate le cadute, dal momento che non riuscivo a frenare correttamente. Ci sono stati molti casi in cui mi sono dovuto buttare a terra piuttosto che andare contro un gruppo di persone e fare una tragedia. Altre volte, invece, sono caduto o a causa di un dosso o perché perdevo l'equilibrio; una volta sono riuscito addirittura a farmi un'intera discesa di sere sedere dopo essere inciampato su un dosso. Le parti più belle delle sciate erano i punti in cui si andava a uovo e si rischiava di uccidere qualcuno; anche le cadute degli altri compagni di corso non erano da meno, ad esempio quando un ragazzo è riuscito a cadere dalla seggiovia quando ha cercato di sedersi, oppure quando non riuscivamo a scendere dalla seggiovia correttamente e quindi ci andavamo a schiantare contro gli altri compagni.
Sono riuscito anche a fare molte brutte figure, ad esempio il primo giorno mi sono riuscito a mettere gli scarponi da sci al contrario e convinto di essermeli infilati bene mi lamentavo perché mi facevano male; oppure quando sono stato l'unico ad essere squalificato nella gara di fine corso, dopo aver saltato l'ultimo ostacolo.
Ovviamente non siamo stati sempre a sciare, ma siamo andai anche ad Asiago, paese molto famoso (a quanto pare) per il suo stadio del ghiaccio e il suo formaggio, Vezzena, anche lei molto famosa per il formaggio e il miele (è possibile che io non sappia niente di tutto questo?) e un osservatorio poco fuori Asiago, dove non siamo riusciti a vedere nessun corpo celeste a causa delle nuvole.
La parte più bella del viaggio, comunque, è stata stare con i miei amici la sera fino all'una o le due di notte, parlare di cose che non ti posso dire, ridere e litigare; alcuni si erano anche portati i libri per studiare, visto che i professori hanno ripetuto più e più volte di studiare nel tempo libero, ma noi ce ne siamo essenzialmente fregati. Non credo che i professori siano così ingenui da credere che dopo essere stati per quattro ore a sciare, stanchi morti ci potessimo mettere effettivamente a studiare il Canzoniere di Petrarca o le l'eccentricità di un'ellisse; spero quindi che ora siano più clementi di quanto avevano detto che sarebbero stati.
Caro diario, spero che tu non ti sia annoiato nel sentire queste mie “confessioni” e che tu abbia provato anche solo un minimo delle belle emozioni che ho provato io.
Saluti,

Edoardo

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