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La similitudine è un paragone tra due elementi che hanno qualche aspetto di somiglianza che può essere espresso o no.
La metafora è il trasferimento di significato fra due termini che a livello denotati o sono diversi, ma che conservano un qualche tratto comune.
Un fiume di lacrime
Non voglio gettarmi in un gomitolo di strade
La catacresi è una metafora detta anche abusione perché è entrata nel linguaggio e non si pensa sia una metafora quando si usa.
La gamba del tavolo
Il letto del fiume
La sinestesia è l'accostamento di due termini messi insieme appartenenti a due sfere sensoriali diverse.
Ogni luce muto (luce ➡️vista muto➡️udito)
La voci di tenebra azzurra ( voci➡️udito azzurra➡️vista)
Colore caldo
La metonimia è la sostituzione di una parola con un'altra con cui ha un rapporto di vicinanza logica e può essere:

-La sostituzione dell'autore per l'opera (es Ho letto Leopardi);
-Il contenente per il contenuto (es Ne ho bevuta una bottiglia);
-La causa per l'effetto (es Sentire le campane);
-L'effetto per la causa (es Guadagnarsi da vivere con il proprio sudore);
-L'astratto per il concreto (es Avere del fegato);
-La materia per l'oggetto (es Sguainare il ferro);
-Il luogo per l'oggetto (es Palazzo Madama ha deciso che..);
-Una parte del corpo per una persona (es Lingua mortal non dice);

La sineddoche è un tipo particolare di metonimia, ma sostituisce un termine con un altro dal significato più ampio o più ristretto. La sineddoche può sostituire:
-La parte per il tutto (es Le vele sono rientrate nel porto);
-Il tutto per la parte (es Dipingere la casa);
-Il singolare per il plurale e viceversa (es L'Italia sta vivendo una grave crisi);
-Il genere per la specie (es Le vicende dei mortali);
La specie per il genere (es Non ci manca il pane);

La antitesi è l'accostamento di due parole di significato contrastante o opposto (es La vita e la morte)
L'ossimoro è una particolare forma di antitesi che consiste nell'accostamento in uno stesso sintagma ed è più complesso (es Bello e orribile, lucida follia, tacito tumulto)
La personificazione o prosopopea è la rappresentazione di un'entità astratta, un fenomeno naturale, un oggetto o un animale come se fossero persone (es Graziosa luna, Il vento soffia)
L'apostrofe è quando il poeta si rivolge in seconda persona a qualcuno o a qualcosa (es O graziosa, Cantami o diva, Tu bellissima).

La litote esprime il significato di qualcosa negando il suo contrario (es Quel tipo non è un genio).
L'ipallage è legare due parole una delle quali si riferisce ad un altro elemento presente nella frase (es Quel pittore usa un pennello sapiente, Di foglie un cader fragile).
La perifrasi è quando anziché esprimere un concetto con una sola parola lo esprimo con un giro di parole (es Il ghibellin fuggiasco=Dante).
La reticenza o sospensione o apposiopesi è il troncamento improvviso del discorso dando l'impressione di non voler o poter continuare, sebbene il lettore riesca a intendere ciò che il poeta vuole dire (es La sventurata rispose...).
L'iperbole o esagerazione è esprimere un determinato concetto esagerandolo (es Ti amo da morire)
L'adynaton è affermare l'impossibilità di una cosa affermando la maggiore facilità che se ne verifichi un'altra ugualmente impossibile (es È più facile che io sia babbo natale piuttosto che tu sia bravo in matematica).
La preterizione o paralessi è affermare di non voler dire una cosa e subito dopo lo si fa (es Non ti dico quanta folla ci fosse).
La figura etimologica è l'accostamento di due parole che hanno la stessa radice etimologica (es Selva selvaggia, Focoso fuoco).
L'antifrasi o ironia è dire l'opposto con ironia (es Piove, che bella giornata).
Il sarcasmo è un'ironia più pesante e prolungata.
Lo zeugma consistente nel far dipendere da un solo elemento due costrutti o due complementi, ciascuno dei quali ne richiederebbe uno a parte (es Parlare e lacrimar vedrai insieme, Fuori sgorgando lacrime e respiri).
L'endiadi è quando due elementi che andrebbero assieme vengono separati (es La speranza e l'aiuto, Notte e rovina significa Notte tenebrosa).
L'antonomasia è un giro di parole o un nome comune che sostituisce un nome proprio.
Il senhal è il riferirsi a un'entità senza voler pronunciare il nome e sostituendolo con una sua caratteristica.
L'anacoluto è quando un elemento sintattico viene presentato senza il suo seguito (es a Quelli che muoiono, bisogna pregare Iddio per loro, I soldati, è il loro mestiere di prendere le fortezze)
L'ellissi è quando manca un elemento nella frase che capiamo però dal contesto.

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