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Mi rendo conto in che modo sono cambiata, vivevo le mie giornate tra i quartieri poveri e malfamati di Palermo. Ogni giorno ero costretta ha confrontarmi con i conflitti che mi ritrovavo ad avere con mio padre, un uomo che non mi ha mai capita, soprattutto nel periodo più difficile che mi sono ritrovata a dover affrontare: l’adolescenza. All’età di quattordici anni ebbi il mio primo fidanzato, gangster della zona, dal giorno in cui lo incontrai ebbe inizio il mio periodo di ribellione, le cattive compagnie alle quali mi aggregai iniziarono a confondermi le idee facendomi diventare una persona che non mi sarei mai aspettata di essere.
Girovagavamo per le strade dove droga, alcol e violenza erano l’unica variante al cemento dei palazzi. Un giorno litigai con mio padre e decisi di andarmene per intraprendere un viaggio che speravo mi facesse trovare un bagliore di luce nel tunnel buio in cui mi ritrovavo a vivere. Capii che non era in quel modo che volevo affrontare il mio futuro, avevo ben altri progetti per la testa, avevo ben altri obiettivi. Non volevo fare la stessa fine di mia madre che ha vissuto una vita infelice e colma di delusioni perché non ha potuto realizzare i suoi sogni, sposò un uomo senza conoscerlo veramente e forse senza amarlo davvero, quest’uomo si rivelò una persona insensibile capace solamente di darsi all’alcol sostanzialmente per avere il diritto di sottrarsi ai suoi doveri di marito e di padre. Anagraficamente potevo apparire immatura e ancora troppo giovane, ma a causa degli avvenimenti che hanno popolato la mia vita mi sono ritrovata a dover fare i conti con la realtà.

Durante questo viaggio incontrai molte persone stravaganti e in alcune di esse vedevo una parte di me. Dovetti fronteggiare molte difficoltà, ma determinata a cambiare vita non mi lasciai scoraggiare, alzai la testa e guardai avanti.
Era un giorno afoso ed io stavo aspettando l’autobus alla fermata quando lo vidi, un ragazzo meraviglioso dalle sembianze di un angelo, osservandolo meglio mi accorsi che io lo avevo già visto, ma non riuscii a ricordare dove.
Pensando e ripensando, mi balenò in mente il ricordo di un sogno che feci poco dopo la mia partenza da casa, fu lì che lo vidi, rappresentava l’inizio del processo di metamorfosi della mia vita. Destino volle che non fosse di vitale importanza per me solo nel sogno, ma anche nella vita reale. Col tempo iniziammo a conoscerci, mi resi conto che lo amavo, ma volevo essere prudente, doveva essere dato tempo al tempo, alla fine prendemmo una decisione: il matrimonio.
Quando ci sposammo venni circondata da persone fantastiche, nella sua famiglia arieggiava serenità e armonia e riuscivano a farla divenire contagiosa, mi volevano bene per quella che ero, mi aiutarono, anzi ci aiutarono ad intraprendere la nostra vita insieme.
Questo viaggio mi fece maturare e mi resi conto che dovevo chiarire con una persona importantissima, mio padre, decisi così di ritornare a Palermo con il mio lui e all’improvviso mi trovai sommersa dai brutti ricordi che appartenevano ad un periodo molto difficile della mia vita. La riconciliazione con mio padre non fu facile, ci volle del tempo, ma alla fine riuscimmo a trovare un equilibrio fondamentale in un rapporto padre-figlia.

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