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Schema riassuntivo delle figure retoriche, utile per effettuare l'analisi del linguaggio poetico e quindi le parafrasi di testi poetici e letterari


Le principali figure retoriche

Figure di suono

Parole associate in modo che il suono sia sottolineato.
Onomatopea: costituita da locuzioni fonetiche imitative (gre gre o don don), oppure da parole che richiamano suoni (fruscìo, rimbombare, miagolare).
DIZ: formazione di un vocabolo o di una frase che evoca un oggetto o un’azione imitandone il suono.

Che è? // Crocchiava un ghiro // sul nocciolo?
Secca una pina // crepitò?

Allitterazione: ripetizione di una stessa vocale, consonante o sillaba all’interno del verso.

DIZ: successione di parole che cominciano o terminano con la stessa lettera o sillaba.

E nella notte nera come il nulla

Paronomasia: accostamento di due parole uguale per far risaltare l’opposizione di significato.
DIZ: consiste nell’accostare parole aventi suono somigliante ma significato diverso.

… perché fuor negletti
li nostri voti, e voti in alcun canto

Figure sintattiche

Si dividono in figure di inversione e di significato.

Figure di inversione
Anadiplosi
DIZ: figura per la quale si ripete la parola o il gruppo di parole su cui si vuole attirare l’attenzione.

Climax
DIZ: crescendo graduale degli effetti stilistici o retorici.

Anafora: ripetizione di una o più parole all’inizio di due o più versi.
DIZ: consiste nel cominciare frasi e membri di frasi con una o più parole identiche.

Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i mirti

Epifora
DIZ: consiste nel ripetere la stessa parola alla fine di più proposizioni

Simploche: anafora+epifora

Quis eos postulavit, Appius
Quis produxit, Appius

Epanalessi
DIZ: ripetizione di una o più parole all’inizio, a metà e a fine frase.

Epanadiplosi:

Piace alla gente che piace

Anastrofe: anticipazione o posticipazione di un elemento della frase rispetto alla struttura sintattica consueta.
DIZ: inversione nell’ordine normale di due parole sintattiche.

Allor ch’alle pare femminili intenta
se devi

Iperbato: alterazione dell’ordine consueto delle parole, costituita dall’inserimento di uno o più termini tra parole che sintatticamente andrebbero unite.
DIZ: consiste nel disgiungere due parole che normalmente sono unite.

…questa
bella d’erbe famiglia e d’animali

Chiasmo: consiste nella disposizione incrociata di due espressioni, il cui ordine delle parole è invertito nella seconda rispetto alla prima, così da formare una X.

Figure di significato
Mettono in rapporto stretto due cose che appartengono alla stessa area semantica.

Similitudine: paragonare o confrontare due immagini con nessi logici: come…cos’, simile a, tale, come…
DIZ: Paragonare un cosa ad un’altra.

Lui, forestiero,
come il vento fuggo lontano.
Eppure ero venuto come luce

Metafora: similitudine abbreviata. Consiste nel paragone privo di nessi logici.
DIZ: consiste nel trasferire ad un oggetto il nome proprio di un altro secondo un rapporto analogia.

La nebbia arriva
su zampine di gatto (non “come zampine di gatto”)

Metonimia: consiste nella sostituzione di un termine con un altro che ha con il primo un rapporto logico. Può essere un rapporto tra due cose (causa-effetto, produttore-prodotto, patrono-chiesa, divinità-attributi); astratto per concreto; rapporti di interdipendenza (contenente-contenuto, strumento-suonatore, fisico-morale, uomo-abitanti, prodotto-regione); simbolo (armi-guerra, divise-persone, sede-istituzione)
DIZ: Consiste nel trasferire un termine dal concetto a cui propriamente si applica ad un altro con cui ha un rapporto di dipendenza.

Talor lasciando le sudate carte (causa-effetto)

Sineddoche: metonimia particolare. Sostituzione di un termine con un altro che ha con il primo un rapporto di estensione. Può indicare la parte per il tutto, il genere con il particolare, il singolare per il plurale.
DIZ: consiste nell’esprimere un’idea con un a parola adoperata normalmente per indicare un’idea diversa.

E se da lungi i miei tetti saluto

Antifrasi: consiste nel dire il contrario di ciò che si pensa. Si divide in ironia (più leggera) e sarcasmo (pesante).
DIZ: espressione che indica il contrario di ciò che si pensa.

Perifrasi: dire una cosa con un giro di parole.
DIZ: giro di parole per mezzo del quale si definisce una cosa o si vuole cercare di non definirla direttamente.

Eufemismo: giro di parole per attenuare un significato di concetto forte.
DIZ: si attenua l’asprezza di un’espressione usando una perifrasi o sostituendo un vocabolo con un altro.

Cieco ---> Non vedente

Antonomasia: si usa in due modi:
1) si usa al posto di un nome proprio un epiteto che caratterizza una persona.
2) si usa un nome proprio di luogo o persona per caratterizzare una situazione.
DIZ: consiste nell’adoperare un nome comune o una perifrasi invece di un nome proprio e viceversa.
1) il Salvatore ---> Gesù Cristo
2) uomo ---> Don Giovanni

Litote: giro di parole con cui si afferma una cosa negando il suo contrario.
DIZ: consiste nell’attenuare un’espressione usando il termine contrario preceduto dalla negazione

Non è uno stupido ---> E’ intelligente

Iperbole: amplificare o ridurre la rappresentazione della realtà.
DIZ: consiste nell’intensificare un’espressione esagerando la qualità di una persona o di una cosa.

Bello da morire, non ha un briciolo di cervello

Adynaton: (dal greco: cosa impossibile) è un paradosso con concetto impossibile.
DIZ: consiste nel subordinare l’avverarsi di un fatto ad un altro ritenuto impossibile.

Cadrebbero in mare le stelle e gli asini voleranno, prima che io possa dimenticarti

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