LA DISTILLAZIONE

Le sostanze contenute nel liquido alcolico da distillare non evaporano alla stessa temperatura. È un’operazione che è alla base di liquori e acquaviti. Il principio di preparazione è semplice: si riscalda una soluzione idroalcolica, i vapori di questa soluzione hanno un contenuto alcolico elevato rispetto alla soluzione originaria. Raffreddando e condensando i vapori, si ottiene un distillato dal contenuto alcolico elevato. Si possono distinguere due tipi di distillazione; discontinua e continua. La scelta della distillazione è direttamente subordinata alla quantità di materia da distillare, caratteristiche e il prodotto che si vuol ottenere. La distillazione è più usata per la limitata quantità di materia che si deve distillare. Ha costi elevati, ma il risultato finale è migliore di quello ottenuto con distillazione continua.

LA DISTILLAZIONE DISCONTINUA

E’ definita così in quanto non sono regolari né l’approvvigionamento della materia prima nell’impianto, né il prelevamento del liquido alcolico ottenuto. Si distingue in:
distillazione semplice: in un alambicco, la temperatura arriva a 78° C, l’alcol evapora e anche una minima parte di acqua che ha una sufficiente tensione di vapore. Mantenendo la temperatura a 78°C, l’alcol evapora totalmente, e portando la temperatura a 100°C, l’acqua evapora completamente. I vapori che si liberano nella caldaia sono convogliati nel refrigerante che è formato da due tubi coassiali:
tubo interno: arrivano i vapori;
tubo esterno: passa acqua fredda che ha la funzione di liquido da raffreddamento.
In questo modo il vapore toccando le pareti del tubo interno, perde calore e si condensa formando piccole goccioline che saranno raccolte nel collettore.
distillazione in corrente di vapore: viene usata quando insieme all’alcol si devono distillare anche sostanze aromatiche, le quali sarebbero distrutte dalla temperatura della caldaia. Il sistema prevede due caldaie: la prima si produce un getto di vapore, mentre nel secondo caso si mette il liquido da distillare. La fase iniziale prevede che le caldaie siano riscaldate fino all’ebollizione del contenuto. Poi si blocca il riscaldamento della seconda caldaia. Il vapore presente nella prima caldaia arriva alla seconda, ribolle e porta con sé tutte le sostanze volatili, anche l’alcol. Con il processo di rettificazione si eliminano, le prime frazioni dette anche testa del distillato, le sostanze volatili in genere di cattivo odore e sapore e condensano, quando la temperatura non ha ancora raggiunto i 78°C; e le ultime frazioni dette anche coda del distillato, le sostanze meno volatili ottenute quando la temperatura supera i 78°C. La parte che si conserva è detta seconda frazione o cuore del distillato. Sono le parti in cui l’alcol etilico assieme all’acqua e a piccole quantità di “impurezze”, sono essenziali per conferire aroma e sapore al prodotto. Si ottengono dal momento in cui la temperatura arriva a 78°C e non supera questo valore.

LA DISTILLAZIONE CONTINUA
Per questa operazione è necessario un distillatore con colonne dette a “piatti”, sono suddivise da diaframmi metallici muniti di foro a camino e tubi di scarico. Nella colonna si immette il liquido da riscaldare, il vapore sale nei fori a camino, mentre nei piatti si raccoglie il liquido di condensazione che passano sul piatto inferiore e viene attraversato dai vapori liberati. Si realizza un arricchimento in alcol dei vapori nei piatti, fino alla loro uscita nella testa, mentre il liquido residuo va nello scarico.

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