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Regimi alimentari e malattie

Una dieta razionale dovrebbe fondarsi su una quarantina di elementi nutritivi, ma nei regimi alimentari della maggior parte dei popoli sono tre o quattro di essi compaiono costantemente ed in misura adeguata. Nel vasto arcipelago della fame possiamo distinguere tre aree dominate da particolari regimi alimentari: l'Asia monsonica, l'Africa nera e l'America latina. Nella dieta dell'Asia monsonica (India, Indocina, Indonesia, Cina, Corea, Giappone) domina incontra stato il riso, che fornisce 180-90% della razione quotidiana di calorie. L'apporto di proteine animali è molto scarso (2-3%) sia perchè le prescrizioni religiose impediscono di mangiare carne, sia perchè l'allevamento è ostacolato dalla limitata superficie coltivabile rispetto all'enorme massa di popolazione: la superficie media delle aziende, infatti, oscilla intorno ad un ettaro ed in molte regioni della Cina equivale ad appena mezzo ettaro. Al riso, viene preparato con salse piccanti molto elaborate e raffinate, si associa l'uso continuo del tè, che è una sostanza eccitante e serve per imprimere energia all'organismo; la combinazione riso-tè, anzi, è il simbolo dell'alimentazione della razza gialla. La monotonia della dieta, insieme ad una scarsa quantità di riso che spetta ad ogni individuo, determina uno stato più o meno generale di fame cronica che incide sul ritmo e sul rendimento del lavoro,che nel complesso risultano tra i più bassi e i più lenti del mondo. La carenza di proteine, a sua volta, rende diffuso il fenomeno delle lesioni epatiche e della cirrosi, che sono le malattie più frequenti nell'Estremo Oriente. La deficienza di calcio, connessa, con il limitato consumo di latte e formaggi, genera inoltre il rachitismo e l'osteomalacia, cioè il rammollimento delle ossa. Infine la deficienza di sostanze ferrose, dovuta all'esiguo impiego di legumi, provoca diffuse forme di anemia e di verminosi, che è particolarmente presente nelle zone rurali della Cina. A questi inconvenienti sfugge soltanto il Giappone, che negli ultimi decenni è passato da un'economia agricola ad un'economia decisamente industriale ed è in grado di sostenere un'altra densità di popolazione ricorrendo all'importazione di prodotti alimentari in cambio dei suoi apprezzati manufatti industriali. Esso, per altro, integra le risorse alimentari di natura vegetale con la pesca, per la quale occupa il primo posto nel mondo, e con le alghe marine, che hanno un alto potere energetico. Nell'Africa i regimi alimentari sono piuttosto differenti da una zona all'altra, in rapporto ai diversi ambienti climatici, ma ovunque appaiono carenti di apporti proteici. in linea di massima si può dire che l'Africa settentrionale e nelle regioni subtropicali, che costituiscono il dominio della steppa e della savana, gli alimenti di base sono rappresentati da alcuni cereali (miglio, sorgo, mais, riso ecc.), i quali in genere vengono preparati in poltiglie bollite insieme a foglie di piante selvatiche. A seconda delle zone essi sono integrati con un pò di latte e formaggio, con qualche dose di legumi e con una certa dose di frutta. Nella zona equatoriale la dieta è caratterizzata da una maggiore varietà e, nello stesso tempo, da una maggiore precarietà poichè, per buona parte, si fonde sulla raccolta di prodotti spontanei offerti dalla foresta pluviale. Importanza fondamentale vi hanno le radici, i tubercolosi di alcune piante come pure i frutti forniti dalle diverse specie di palme. Alimenti supplementari si ricavano da cacciagione di animali selvatici, dalla pesca e dalla cattura di grossi insetti.

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