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Alimentazione

La produzione mondiale di alimenti è enormemente aumentata negli ultimi quarant’anni, ma non in modo uniforme. In molti Stati la produzione supera il fabbisogno, mentre in altri non si produce nemmeno l’essenziale per sopravvivere. Questo avviene a causa dei metodi arretrati di coltivazione, di allevamento e di pesca e in generale a causa di un basso livello di sviluppo economico. Inoltre, nei paesi in via di sviluppo, le monocolture (vasti territori nei quali si coltiva un unico tipo di pianta, quali ananas o canna da zucchero, destinata all’esportazione) e il controllo di vaste proprietà terriere da parte di poche persone determinano una produzione insufficiente dei generi che sono necessari alla popolazione del luogo. L’agricoltura più produttiva è quella praticata negli Stati che fanno parte dell’>Unione Europea, negli Stati Uniti D’America, nel Canada, nell’Australia, nell’Argentina e nella Nuova Zelanda; si basa sulla meccanizzazione del lavoro, sugli impianti di irrigazione, sull’uso di sostanze chimiche fertilizzanti e antiparassitarie, oltre che sulle nuove tecniche di produzione biologica. A migliorare in parte la situazione dei paesi più arretrati ha provveduto la “rivoluzione verde” promossa dalla FAO (Organizzazione internazionale per l’Agricoltura e l’Alimentazione, dall’inglese “Food and Agricolture Organization” che consiste nell’introduzione di tecniche di irrigazione e di metodi di coltivazione adatti alle varie situazioni, tanto da ottenere in trent’anni il raddoppio della produzione di beni alimentari. La situazione agricola della Cina e degli altri paesi socialisti, impostati sulla proprietà collettiva dei mezzi di produzione e dei beni economici, non ha dato i frutti sperati; quindi anche questi paesi devono porre rimedio agli errori del passato. Anche le produzioni dell’allevamento e della pesca sono legate all’introduzione di nuovi metodi e di tecnologie moderne che sono applicate e conosciute dai paesi più sviluppati. La quantità e la qualità dell’alimentazione sono strettamente legate all’equilibrato apporto di carboidrati, grassi, proteine, vitamine, Sali minerali. Il fabbisogno di energia, assicurato soprattutto da carboidrati e grassi è, per un adulto, in media di 2600-3000 calorie al giorno. Nei paesi in via di sviluppo, a causa della diffusa povertà, una parte più o meno ampia della popolazione non riesce a procurarsi una quantità adeguata di cibo e soffre dei gravi problemi della fame e della malnutrizione. Si parla di fame quando il nutrimento è assente o insufficiente per lunghi periodi o per tutta la vita; la malnutrizione, invece, è dovuta all’assunzione di cibi poveri di sostanze indispensabili all’organismo, quali proteine, vitamine, Sali minerali. Un individuo che si nutre sempre di alimenti “poveri” indebolisce il proprio organismo, il quale perde le difese naturali ed è più facilmente colpito da malattie anche gravi (rachitismo, pellegra).

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