Malnutrizione e Obesità:

Quando vi è un equilibrio tra nutrienti introdotti ed utilizzati e nutrienti necessari a quel determinato soggetto si parla di nutrizione. L’eunutrizione comprende una gamma di stati nutrizionali che portano l’individuo ad una condizione di benessere. Quando questo equilibrio è alterato si instaurano le malnutrizioni, che possono essere per difetto o per eccesso. Abbastanza diffuse sono inoltre le malnutrizioni per difetto di sostanze essenziali, spesso si tratta di carenze minori, di tipo cronico, con sintomi aspecifici ed aspetti clinici poco appariscenti, ma che rappresentano una delle cause più comuni di alterato benessere e limitata efficienza psicofisica per vaste comunità umane. Esse sono:
• Malnutrizione proteico-energetica
• Malnutrizione lipidica
• Malnutrizione vitaminica e da fattori affini
• Malnutrizione idro-minerale

La malnutrizione primaria, di origine alimentare, causate da quelle situazioni che influenzano la disponibilità e l’assunzione dei principi nutritivi, (ad esempio carestie, siccità, campi di prigionia,ecc);
la malnutrizione secondaria, conseguono a particolare condizioni fisiologiche o patologiche, quindi l’accrescimento, gravidanza, allattamento, in cui agli aumentati fabbisogni non fa seguito una corrispondente assunzione di principi nutritivi, oppure le malattie gastrointestinali, che compromettono la digestione e l’assorbimento dei principi nutritivi, malattie del fegato, del ricambio o gli squilibri ormonali, che ostacolano l’utilizzazione dei nutrienti.
Troviamo inoltre: la malnutrizione acuta, appariscente o classica: (obesità,rachitismo, scorbuto)
E la malnutrizione cronica, latente o subclinica.

CAUSE DI OBESITà PRIMARIA:
si definisce obeso un soggetto che presenti un aumento del peso ideale superiore al 20%, per incremento della massa adiposa; per aumenti compresi tra il 10 e il 20% si parla di sovrappeso.
Le cause dell’obesità, condizione morbosa caratterizzata dunque da un eccesso di massa grassa rispetto alla massa magra, sono molteplici, ma dipendenti da un prolungato squilibrio tra entrate e uscite energetiche, con netta prevalenza delle prime sulle seconde. Nella maggior parte dei casi, l’obesità è primaria, dovuta a :
• Alterazioni metaboliche che determinano bassa spesa energetica;
• Dimensione e numero degli adipociti;
• Fattori genetici;
• Sistema diencefalico del controllo fame-sazietà (set-point) alterato;
• Sedentarietà abituale senza riduzione dell’apporto alimentare;

• Iperalimentazione

CAUSE DI OBESITA' SECONDARIA:
raramente l’obesità è secondaria ad
• Neoplasie dell’ipotalamo;
• Iatrogena (protratta terapia corticosteroidea, eccesso di insulinizzazione dei diabetici);
• Endocrinopatia (sindrome di cushing)
Si parla di obesità ipertrofica se l’obesità è determinata dall’aumento in volume degli adipociti, che sono in numero normale ma con un elevato contenuto di trigliceridi. Ha inizio in età adulta in genere e presenta una localizzazione prevalentemente tronculare. Più rara è l’obesità iperplastica, tipica dell’infanzia, dovuta ad un eccesso nel numero di adipociti. Poiché il numero di adipociti non può ridursi, questo tipo di obesità è più difficile da curare. Si localizza più frequentemente nella regione gluteo-femorale.
Si distingue inoltre un’obesità ginoide da una androide. La prima è caratterizzata da adipociti estrogeno-dipendenti con trigliceridi scarsamente mobilizzabili e localizzati soprattutto in sede sluteo-femorale. La seconda caratterizzata da adipociti androgeno-dipendenti localizzati prevalentemente in sede tronculare e addominale con elevata mobilizzazione e quindi altamente eterogena e diabetogena. I casi più comuni di obesità in età adulta sono di tipo ipertrofico-iperplastico.

LE CONSEGUENZE DELLA' SONO:
• Ipertensione arteriosa;
• Scompenso cardiaco;
• Cardiopatia ischemica;
• Diabete mellito;
• Colelitiasi colesterolica;
• Artrosi;

• Disturbi mestruali;
• Vene varicose;
• Iperuricemia;
• Ipertrigliceridemia;
• Ipercolesterolemia;
• Fattore di rischio per tumori all’endometrio e alla mammella;
• Ovaio policistico;
• Insufficienza respiratoria restrittiva ( sindrome di Pickwick)

TERAPIA:
1. Terapia dietetica più l’esercizio fisico, attraverso:
• Digiuno assoluto,
• Digiuno modificato,
• Dieta ipocalorica bilanciata ed esercizio fisico;
2. Terapia farmacologica ( per la fame, le anfetamine e per la sazietà la fenfluramina);
3. Terapia chirurgica;
4. Approccio comportamentale e psicoterapeutico:
• Terapia di avversione;
• Tecniche di controllo esterno(premio o punizione);
• Tecniche di autocontrollo;
• Psicoterapie di tipo focale e familiare;
• Psicoterapie ad indirizzo analitico;
• Psicoterapia di gruppo;
• Sondino naso gastrico.

MIGLIORARE IL CONTROLLO DEI COMPORTAMENTI ALIMENTARI
• Ritualizzare l’atto del mangiare;
• Usare piatti più piccoli;
• Mangiare lentamente;
• Ridurre il contenuto lipidico dei pasti;
• Seguire un piano alimentare
• Ritardo:prendere tempo durante i comportamenti:
1. Rallentare la velocità alla quale si mangia,
2. Allungare la strada che conduce alla cucina,
3. Acquistare porzioni singole,
4. Rimandare l’assunzione di cibo non programmato facendo altro.
• Sostituzione:modificare i comportamenti effettuando attività incompatibili col mangiare:
1. Attività di piacere – leggere, ascoltare musica, lavorare al computer, andare a fare una passeggiata, dedicarsi a un hobby

2. Attività necessarie – pianificare il bilancio familiare, pagare i conti, effettuare delle commissioni, pulire la casa.
• Annullamento: evitare situazioni nelle quali il cibo è visibile o facilmente raggiungibile:
1. Rimanere fuori dalla cucina o dalle altre zone associabili al cibo;
2. Non associare il mangiare ad altre attività, come leggere, guardare la tv, guidare o allenarsi;
3. Una volta finito di mangiare, alzarsi e mettere via i piatti e gli alimenti dal tavolo;
4. Buttare il cibo rimasto nel piatto direttamente nella spazzatura o darlo agli animali.

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