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Val Venosta zona vocata per la melicoltura

Clima: le Alpi proteggono l’area dal freddo del nord, scarsa piovosità (500 mm di precipitazioni annue), presenza costante del sole per oltre 300 giorni all’anno e le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte fa sì che le mele si arricchiscano di zuccheri naturali ed abbiano una polpa soda e succosa, uniti all’altitudine (500 e i 1100 metri s.l.m), influiscono favorevolmente sul microclima della val Venosta. Lemele maturano più lentamente ed intensivamente. Le temperature invernali sono tali da soddisfare il fabbisogno di freddo che risulta essere di circa 800 ore a temperature inferiori a 7°C. Il melo non subisce danni da freddo invernale anche se si raggiungono livelli di oltre -25°C.
Le precipitazioni sono sufficienti a coprire il fabbisogno idrico di base richiesto; nelle estati secche però è necessario ricorrere all’irrigazione per l’apporto idrico.

Terreno:
Caratteristiche pedologiche Classe di attitudine per melo
Molto adatto Moderatamente adatto Non adatto
Profondità utile radici(cm) >80 40-80 <40
drenaggio buono moderato lento, molto lento
tessitura moderato grossolano/fine Molto fine con c crepe a terreno asciutto

pH 6,5-7,5 5,4-6,5 7,5-8,8 <5,4 >8,8
Calcare attivo (%) <10 10-15 >15
Salinità (mS/cm) <2 2-3 >3

Professionalita’ dei frutticultori: conoscenze tecniche, esperienza solida: raccolta a mano, lotta integrata che prevede l'inserimento e la permanenza nei frutteti di insetti utili in grado di scacciare quelli nocivi,controllo preciso e sistematico che consente la rintracciabilità della merce fino al produttore.
Creazione di un percorso qualità costituito da 10 fasi ognuna delle quali con rigide norme e sistemi di controllo: coltivazione, raccolta, consegna, conservazione, apertura delle celle, selezione, ordinazione, confezionamento, carico e consegna delle mele ai negozi.

Aziende familiari: piccoli appezzamenti che hanno una dimensione compresa tra 2,5 e 3 ha di terreno.

Marchio di qualità: Dal 2005, sono undici le varietà di mele che hanno il marchio di qualità europeo di "indicazione geografica protetta" (IGP). La denominazione garantisce il riconoscimento delle mele a livello europeo come specialità regionali e tutela inoltre dalle imitazioni e da utilizzi non conformi del marchio. Documenta anche che la produzione e la lavorazione delle mele sono effettuate nell'area di provenienza, in Alto Adige.

Strutture di commercializzazione della frutta:Le mele vengono commercializzate tramite la VI.P che associa le cooperative ortofrutticole della Val Venosta. Le strutture di stoccaggio e di lavorazione di tutte le cooperative della VI.P hanno un alto livello tecnologico.
FIERE ed ESPOSIZIONI: tra le più importanti Fruit Logistica di Berlino fiera internazionale del settore ortofrutticolo.

Mercato delle mele
Esigenze del consumatore: il colore, il calibro (iniziano con un diametro di 60mm e vanno fino a 95mm), la forma e la qualità sono importanti caratteristiche che condizionano le scelte del consumatore, se la buccia di una mela è liscia e non ha ammaccature o altre imperfezioni, si parla di una buccia perfetta; mele con un po’ di ruggine o una superficie irruvidita invece non corrispondono alle esigenze di un aspetto perfetto. Grazie alla selezione le mele possono essere classificate secondo il loro aspetto. I consumatori sono spesso dell’opinione che mele con un aspetto perfetto abbiano anche un gusto migliore (senza aver assaggiato le mele). Oltre all’aspetto sono importanti anche le caratteristiche organolettiche e il grado di maturazione.

Esigenze dei commercianti: frutta resistente alla conservazione (la durata di questa dipende principalmente dalla varietà: alcune come la Gala non possono essere conservate a lungo mentre altre varietà come la Golden Delicious hanno una durata di conservazione fino a 12 mesi), resistente allo stoccaggio: che avviene controllando la temperatura, il contenuto di ossigeno, il contenuto di anidride carbonica e l’umidità dell’aria, senza uso di sostanze chimiche(con mantenimento di un buon gusto)e alle procedure d’imballaggio, al trasporto e alla permanenza fuori frigo.

Esigenze dell’ industria di trasformazione: frutta con maturazione e pezzatura uniforme, con caratteristiche adattabili a qualsiasi trasformazione.

Impianto del meleto
Lavorazioni preimpianto:
Ripuntatura: lavorazione profonda (80cm): con scopo di rompere strati compatti, eliminare le radici dell’impianto precedente e residui vegetali per evitare la trasmissione di marciumi causati da funghi, riportare in superficie i sassi il tutto senza ribaltamento della zolla. Non sempre è necessaria, solo in condizioni particolari di terreno.
Concimazione di fondo o d’impianto (di arricchimento): Ripristinare e riportare la fertilità al terreno.
Organica: letame 50 t/ha, con l’utilizzo di spandiletame.
Minerale: attraverso un’analisi del terreno apporterò P2O5 (200 kg/ha) e K2O (300 kg/ha). Più sono profonde le lavorazioni preliminari, maggiore sarà la richiesta di arricchimento. La distribuzione avverrà con uno spandiconcime. Distribuzione: ½ h/ha
P2O5 48%
K2O 50%
Scasso: aratura con aratro da scasso trainato (profondità 60cm). Solitamente effettuato da contoterzisti.
Affinamento terreno: erpicatura, frangizollatura e livellamento.


Messa a dimora:
Scelta delle cultivar: Red Delicious, coltivata in tutta la val Venosta; soprattutto la zona intorno a Castelbello.
Impollinatori: Le cultivar di melo solitamente sono incapaci di attuare la fecondazione sia tra i fiori della stessa pianta sia per quelli della stessa varietà, occorre dunque inserire nello stesso meleto due cv capaci di fecondare a vicenda i propri fiori. Per aumentare la produttività e dunque una buona impollinazione è importante:

1. Presenza di insetti pronubi (3 arnie/ha)
2. Non utilizzo di antiparassitari in fioritura
3. Giusta consociazione varietale distribuite lungo i filari ed alternate tra loro:
cultivar cv da frutto cv da fiore
red Delicious Granny Smith
Gala Evereste
Prof. Sprenger
Golden Gem

Scelta del portainnesto: deve essere affine con la cv scelta, adattabile alle condizioni sfavorevoli di terreno e alla fertilità. Un portainnesto debole consente di ottenere impianti fitti, con maggior produzione e di qualità, raccolta da terra.
Varietà Portainnesto distanza N° piante/ha

Red Delicious M9 4m x 1-1.20m 2500-2100


Tracciamento: determinazione della distanza tra una fila e l’altra: sesto d’impianto.
Definire con un sistema ottico i punti più lunghi ed effettuare le file.
con picchetto e asticelle definire le distanze del sesto d’impianto
tenere conto delle capezzagne con distanza funzionale alle dimensioni delle macchine. Rimane un’area incolta sottratta alla superficie utile.
Sesto d’impianto e forma d’allevamento: Grazie ai portinnesti clonali a debole vigore, si possono usare impianti più o meno intensivi con riduzione dei costi, aumento della produzione, miglioramento della qualità.
Fusetto, Slender spindel Varietà Red delicious su M9: 4,00m x 1,20m
Le piante raggiungeranno un altezza massima di 2,5m.
Calcolo delle piante da mettere a dimora: Effettuare un attento esame dell’apparato radicale, scartando le piante le cui radici presentassero formazioni anomale.

piante/ha: 10000m2/Lxl= 10000m2/4x1,2≅ 2100
Costo astoni : 4,oo€x 2100= 8400€

Calcolo dei sostegni/ha: Piante con apparato radicale non particolarmente vigoroso, necessitano una struttura di pali di sostegno in ferro zincato, sui cui stendere tre fili paralleli lungo il filare ad un’altezza di 60, 120 e 180 cm. Questa struttura serve sia come appoggio per gli alberi al fine di evitare lo sradicamento e sia come appoggio per i rami pieni di frutti.
Pali/ha: 10000m2/((4x5))=500 Distanza tra i filari 4m
Distanza tra i pali 5m
Costo sostegni: 4,50€x500= 2250€

Filo di ferro zincato: 300 kg/ha x 1€/kg= 300€ Appena messe a dimora le piante, provvedere alla loro legatura al primo filo al fine di evitare lesioni e scollamenti alle radici.
Tiranti, ancore e pali speciali: 600€

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