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Unione europea

Al trattato di Roma del 1957 i sei paesi membri della CECA:
- Belgio
- Francia
- Germania
- Italia
- Lussemburgo
- Olanda.

Trattato sull'UE: firmato a Maastricht nel 1992, ha come obbiettivo un'unione politica tra gli Stati membri, e ha fatto dei cambiamenti ai trattati. Ha istituito l'euro.

Istituzioni Comunitarie: Il sistema istituzionale dell'UE è composto da 4 organi:
- consiglio dell'UE: è il principale organo decisionale dell'unione europea. Secondo i punti dell'ordine del giorno, il Consiglio si riunisce in formazioni divise in affari esteri, finanza, istruzione, agricoltura, ecc. Il consiglio rappresenta gli Stati membri, ha un potere quasi legislativo che condivide con il Parlamento. Propone il bilancio (che poi verrà approvato dal Parlamento);
- consiglio europeo: riunisce i capi di Stato o di governo dell'unione europea. Si riunisce due volte l'anno;

- parlamento europeo: viene eletto ogni 5 anni a suffragio universale. È l'organo di espressione democratica e di controllo politico dell'unione europea. Decide le direttive e i regolamenti comunitari;
- commissione europea: difende l'interesse generale dell'Unione. Ha diverse funzioni che sono: è custode dei trattati, controlla che vengono applicati i regolamenti, propone le leggi, esegue le decisioni prese dal Consiglio.

Ci sono poi altre istituzioni, che sono:
- Corte di Giustizia delle Comunità Europee, con sede a Lussemburgo, garantisce il rispetto del diritto quando vengono applicati e interpretati i trattati
- Corte dei Conti: sorveglia la regolarità delle entrate e delle uscite.

Normative dell'Unione Europea
Regolamenti: sono atti giuridici di portata generale, obbligatori, che vengono applicati agli Stati Membri
direttive
decisioni
raccomandazioni: sono dei consigli che la Comunità decide su determinati comportamenti.

Finanziamento Attività Comunitarie: si basa sulla solidarietà finanziaria e su obbiettivi condivisi.
Ci sono delle strutture che gestiscono i fondi che arrivano dagli altri Stati.
I fondi arrivano da:
- Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR): aiuta lo sviluppo di alcune regioni svantaggiate
- Fondo Sociale Europeo (FSE): aiuta l'inserimento dei disoccupati e dei gruppi svantaggiati fornendo dei sostegni alla formazione;
- Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e di Garanzia (FEAOG): finanzia le attività di sviluppo rurale e fornisce degli aiuti agli agricoltori.

Trattato di Maastricht
Punti cardine in campo economico:
- stabilità dei prezzi
- disavanzo: i disavanzi di bilancio nazionale devono essere vicini o inferiori al 3% del PIL (Prodotto Interno Lordo).
L'agricoltura dell'Ue
Finalità della politica agricola comunitaria sono:
- incremento della produttività in agricoltura
- il raggiungimento di un buon tenore di vita delle popolazioni rurali
stabilizzazione dei mercati contro il fenomeno delle fluttuazioni dei prezzi
- garanzia e sicurezza degli approvvigionamenti
- possibilità di assicurare i consumatori finali.
Scopi della politica agricola comunitaria:
- esigenza nel creare un nuovo Mercato Unico
- affermazione del principio delle preferenza comunitaria per i prodotti agricoli interni.

La nascita della politica agricola comunitaria: nel 1960 la Commissione della Comunità Europea durante il “Trattato di Roma”, presentò la proposta di formare la Politica Agricola Comunitaria.
La proposta fu accolta con esito favorevole.

Il FEAOG è diviso in due sezioni:
- orientamento: finanzia i miglioramenti delle strutture agricole e delle infrastrutture
- garanzia: finanzia la politica di sostegno dei prezzi e dei mercati agricoli.

Organizzazione dei Mercati Agricoli Comunitari
Principi:
- unità dei mercati
- preferenza comunitaria, per i prodotti agricoli interni
- solidarietà finanziaria
- corresponsabilità generalizzata, se si produce troppo, si viene penalizzati.

OCM (Organizzazioni Comuni di Mercato): Sono un'insieme di norme comunitarie che regolamentano il mercato e gli scambi di ogni gruppo di prodotti agricoli, ci sono OCM per ogni prodotto (latte, cereali, carne,ecc.)
Scopi:
- realizzare gli obbiettivi della politica agricola comune

- stabilizzare i mercati
- garantire un buon tenore di vita agli agricoltori
- aumentare la produttività dell'agricoltura.
Le OCM consentono di fissare per i prodotti agricoli dei prezzi uguali per tutti i mercati europei, di darne aiuti ai produttori, disciplinare degli scambi con i Paesi.

Politica dei prezzi - Il Consiglio fissa tre diversi prezzi:
- prezzo indicativo: è il prezzo che le autorità ritengono che sia giusto per la transazione
- prezzo d'entrata: è il prezzo minimo che possono essere venduti i prodotti importati
- prezzo d'intervento: è il prezzo minimo che la comunità ritira dal mercato un certo prodotto in caso di eccedenza.

Riforme della PAC: Negli anni 80 c'è stato un eccesso di produzione a causa dei prezzi favorevoli della PAC, cosi l'unione europea ha fatto delle riforme per non superare i certi quantitativi:
riforma “Mc Sharry”: riguarda i seminativi. Invece di sostenere i prezzi, vengono dati dei premi in base alla coltura e alla zona agraria.
Agenda “2000”: prevedeva una diminuzione dei premi e un aumento dei premi per ha. Se veniva superata una certa superficie, i premi diminuivano. Crearono anche la divisione tra grandi e piccoli produttori, dove i grandi dovevano far riposare il 10% della superficie a seminativo, in cambio gli veniva dato un contributo per ha
2005 in poi: c'è il disaccoppiamento degli aiuti (dove i premi che gli venivano dati venivano sostituiti da un pagamento unico per azienda), eco-condizionalità (il pagamento è condizionato sul rispetto delle norme sulla salvaguardia dell'ambiente, sicurezza alimentare), modulazione (ridurre i pagamenti alle grandi aziende per finanziare la politica di sviluppo rurale), sviluppo rurale, qualità dei prodotti e dei processi (incentivare gli agricoltori cercando di migliorare la qualità dei propri prodotti), consulenza aziendale (sistemi di consulenza per gli agricoltori), sostegno agli investimenti rivolto ai giovani agricoltori.

Quote latte: Sono dei limiti di produzione che vengono imposi ai singoli produttori, per ridurre o impedire le eccedenze nel settore lattiero-caseario.

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