alexia di alexia
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La storia dell'agricoltura

La nascita dell’agricoltura si può far risalire a circa 10 000 anni fa nella cosiddetta mezzaluna fertile. Prima di allora l’uomo praticava la caccia degli animali e la raccolta delle bacche, delle radici e dei frutti delle piante che nascevano spontaneamente sul terreno.
Da quel momento l’uomo iniziò a coltivare le piante e ad allevare il bestiame. Da nomade diventò stanziale, cioè si legò in modo stabile alla terra e costruì i primi villaggi. I primi attrezzi per lavorare la terra furono rami d’albero appuntiti e induriti con il fuoco, pietre e ossa affilate con cui mietere il raccolto.Il primo aratro fu costruito intorno al 3500 a.C. All’inizio era trainato a mano, successivamente dai buoi. L’aratro venne perfezionato intorno al 1000 a.C., sostituendo la sua punta di legno con una di ferro, permisero di coltivare terreni più duri e compatti.
La realizzazione dei mulini a macine e successivamente di quelli ad acqua permise all’uomo di lavorare grosse quantità di cereali.
L’applicazione di alcune nuove tecniche agricole, come l’irrigazione dei terreni e la rotazione delle colture, consentì all’uomo di migliorare la qualità dei prodotti. Con l’espansione romana il lavoro della terra passò agli schiavi, in quanto i contadini abbandonarono progressivamente le campagne per trasferirsi nelle città. Iniziò così il decadimento dell’agricoltura, che si accentuò con le invasioni barbariche.
Solo dopo il 1000 d.C. l’agricoltura incominciò a rifiorire. In questo periodo vennero introdotte importanti innovazioni, come il collare rigido e la ferratura degli zoccoli dei cavalli, per aumentare la potenza di tiro, e l’aratro a ruote.
Con la scoperta dell’America furono introdotte in Europa nuove piante commestibili e nuovi animali. Nel Settecento si introdussero le macchine agricole. Le prime seminatrici e trebbiatrici per grano rappresentarono il passaggio dall’impiego dell’energia a quello dell’energia meccanica. Tutto ciò permise di aumentare notevolmente la produzione, ma vide la progressiva diminuzione dei lavoratori agricoli.
Nell’Ottocento, poi, si svilupparono le scienze agrarie, che diedero un grande impulso alla realizzazione dei primi fertilizzanti chimici e dei diserbanti. La diffusione del trattore accelerò ulteriormente la meccanizzazione dell’agricoltura. L’ultimo trentennio del Novecento ha visto, purtroppo, gli effetti dannosi dei pesticidi e dei diserbanti, che hanno contribuito all’inquinamento delle acque e alla riduzione della fertilità dei terreni. Per diminuire l’inquinamento e migliorare l’inquinamento e migliorare la qualità dei prodotti si è sviluppata recentemente l’agricoltura biologica, che sostituisce i metodi tradizionali con metodi naturali salvaguardando l’ambiente.

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