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Mal del piede

Il mal del piede è una complessa sintomatologia fungina a cui possono concorrere più agenti patogeni, colpisce i cereali in particolare il frumento.
Si manifesta con marciumi sugli internodi alla base del culmo, ma può colpire anche le radici che manifestano maculature scure, sulle quali si differenzia una tipica crosta nerastra.
La parte aerea ingiallisce e la pianta si sviluppa in modo stentato con diminuzione della produzione; in particolare le cariossidi formate raggrinziscono.
In caso di grave infezione la pianta disseca completamente.
La sintomatologia si può evidenziare anche a fine primavera come conseguenza di prolungati ristoppi, di andamenti stagionali particolarmente sfavorevoli (umidi e piovosi).
Il mal del piede è favorito da semine fitte, da ristagni idrici e da uno stato di indebolimento delle piante.
Si tratta di una malattia endemica favorita da un clima umido e piovoso con temperature sui 12-20°C.
La lotta contro il mal del piede è essenzialmente di tipo preventivo agronomico; si avvale di tecniche colturali adeguate e di alcune precauzioni di tipo chimico.
La lotta chimica viene effettuata solo in particolari situazioni.
La lotta agronomica consiste nell'applicazione di una buona tecnica colturale che tende a:
- evitare il ristagno dell'acqua, quindi servono buone sistemazioni idraulico-agrarie e un'accurata preparazione del letto di semina;
- evitare semine troppo fitte;
- adottare rotazioni che non prevedano il ristoppo;
- scegliere varietà mediamente resistenti.
La lotta chimica diretta si effettua trattando le piante in fase di accrescimento alla comparsa dei primi sintomi, con Ciproconazolo, la lotta diretta, essendo molto costosa e non risolutiva viene praticata molto raramente.

Carbone del mais

Colpisce soprattutto il mais, ma è una malattia che non crea gravi danni economici.
Si manifesta su tutte le parti epigee della pianta, in modo particolare colpisce le spighe e l'infiorescenza maschile.
I sintomi si evidenziano con masse tumorali, prima bianche e carnose, dopo diventano violacee e quindi nere, i tumori sono ricoperti da una pellicola sottile che rompendosi lascia uscire una polvere nera, costituita dalle clamidospore del patogeno.
Sono spore resistenti e persistenti (anche a 5 anni), rimangono infatti vitali anche dopo essere state ingerite dagli animali e possono cosi essere diffuse con il letame.
La lotta contro il Carbone del mais è di tipo agronomico, si avvale di precauzioni di tipo chimico.
La lotta agronomica consiste nel:
- scelta di ibridi di mais resistenti alla malattia
- rotazioni lunghe in caso di forti infestazioni negli anni precedenti
- raccolta precoce dei tumori e loro distribuzione
- arature profonde per interrare i residui infetti.

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