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Controllo e certificazione del biologico

I prodotti biologici per essere definiti tali e per essere commercializzati devono essere sottoposti a controllo e certificazione. I controlli devono essere fatti soprattutto sulla produzione e la trasformazione, il produttore deve scrivere all’organismo di controllo il suo programma di coltivazione di anno in anno, e deve tenere una contabilità dettagliata delle materie prime acquistate e dei prodotti agricoli venduti. I prodotti vengono venduti come “prodotto confezionato” o in confezioni sigillate. La normativa comunitaria stabilisce delle regole per l’etichettatura, che oltre ad avere le varie indicazioni obbligatorie previste per tutti i prodotti alimentari deve indicare:
- codice dell’azienda controllata
- numero di autorizzazione
- nome dell’organismo di controllo autorizzato e suo codice, preceduto dalla sigla IT (Italia).

A seconda del tipo di prodotto gli verrà data una delle tre diciture:
- prodotti che contengono almeno il 95% degli ingredienti agricoli coltivati secondo il metodo biologico, per almeno due anni, questi prodotti avranno la dicitura “agricoltura biologica”, e potranno esibire il marchio europeo (facoltativo)
- prodotti che contengono almeno il 70% di ingredienti agricoli coltivati secondo il metodo biologico. Questi prodotti non possono avere la dicitura di agricoltura biologica, ma possono avere il riferimento al biologico nell’elenco degli ingredienti. Per questi prodotti la dicitura è “…% degli ingredienti di origine agricola è stato ottenuto conformemente alle norme della produzione biologica”;
- prodotto proveniente da aziende in fase di conversione, prodotto coltivato secondo il metodo biologico da almeno un anno prima del raccolo. Avrà la dicitura “prodotto in conversione all’agricoltura biologica”. I prodotti animali possono essere commercializzati con la dicitura “biologico”, solo se gli animali sono stati allevati secondo le norme previste dal regolamento comunitario per un periodo di almeno: 12 mesi per bovini ed equini da carne, 6 mesi per i piccoli ruminanti e suini, 6 mesi per gli animali da latte, 10 settimane per il pollame da carne, 6 settimane per le ovaiole. Per la carne e i prodotti derivati occorre guardare la tracciabilità del prodotto lungo la catena di produzione e trasformazione, fino alla vendita al consumatore.

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