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Concimazione:
Azoto: l’azoto da un lato stimola lo sviluppo vegetativo e influisce positivamente sulla produzione; se in eccesso o fornito in epoca tardiva può peggiorare le caratteristiche tecnologiche del prodotto.
La dose di concimazione viene calcolata con la seguente formula: fabbisogno – disponibilità naturali. In condizioni normali tenendo conto di fabbisogni e delle disponibilità ambientali, le dosi consigliate variano da 60 a 120 kg/ha. Questi quantitativi possono essere distribuiti tutti in pre-semina o nelle prime fasi di sviluppo entro marzo. Il concime più utilizzato è il nitrato ammonico e si consiglia l’utilizzo di urea in copertura.

Fosforo: la barbabietola è considerata una coltura molto esigente, in quanto di fosforo è un elemento molto importante sia per la produzione che per le caratteristiche qualitative. Per i terreni scarsamente dotati di fosforo i quantitativi sono da frazionare alla preparazione del terreno e da localizzare alla semina. I concimi più utilizzati sono i perfosfati in pieno campo, e concimi liquidi o microgranulari alla semina.

Potassio: la barbabietola è una coltura potassofila, il fabbisogno è infatti elevato. È consigliabile apportare 150-180 Kg/ha di potassio utilizzando solfato potassico.

Irrigazione:
Le esigenza idriche della barbabietola sono elevate e si aggirano sui 5000 m3/ha. La barbabietola risponde in maniera scarsamente economica agli apporti irrigui che devono avere carattere di soccorso. Si consiglia di concentrare gli interventi tra l’ottava foglia e la massima copertura. Le irrigazioni devono essere tempestive, prima che venga perso l’apparato fogliare per evitare dannosi ricacci vegetativi. Le irrigazioni vanno comunque sospese 20-25 giorni prima della raccolta per non penalizzare il contenuto zuccherino. In molte zone italiane la barbabietola è una coltura non irrigua.

Controllo delle erbe infestanti:
Le erbe infestanti sono dannose perché competono con la coltura nei riguardi di luce, acqua ed elementi nutritivi, inoltre possono ostacolare la raccolta delle barbabietole. Nel caso di terreni ineriti è possibile fare un trattamento prima della semina con erbicidi totali (glifosate, glufosinate ammonio). La strategia base per il controllo delle infestanti della barbabietola prevede un trattamento di pre-emergenza e uno post-emergenza. Possono poi essere necessari altri interventi di post-emergenza di completamento al fine di controllare le infestanti comuni sfuggite in precedenza. Un investante tipica della barbabietola è la cuscuta, pianta parassita molto dannosa per la barbabietola. Contro questa infestante serve una sostanza attiva specifica, la propizamide, da utilizzare in miscela con altri prodotti a partire dal primo trattamento di post-emergenza.

Principali avversità:
I ritorni di freddo dopo la semina possono essere dannosi in quanto favoriscono il fenomeno della prefioritura (salita a fiore nell'anno della semina). Le grandinate in prossimità della raccolta determinato la formazione di nuova vegetazione a scapito delle riserve accumulate.
Tra le principali virosi della barbabietola ricordiamo la rizomania e il giallume virotico.
Le avversità più dannose sono: il mal del piede (dovuto a diversi agenti fungini, quali Pythium debaryanum, Phoma betae, Fusarium spp., che possono agire da soli o associati); la cercospora (Cercospora beticola); la peronospora (Peronospora schachtii; il mal vinato (Rhizoctonia violacea).
Tra gli insetti risultano particolarmente dannosi: gli elateridi (coleotteri del genere Agriotes - A. lineatus, A. litigiosus, A. sputator, A. sordidus); l'altica (Chaetocnema tibialis) o pulce della barbabietola; il cleono (Conorrhynchus mendicus); gli afidi (Aphis fabae e Myzus persicae); le


nottue (Mamestra brassicae, Agrotis segetis); la cassida (Cassida vittata); il punteruolo (Lixus junci).
Tra i nematodi o anguillule delle radici quello che attacca la barbabietola è l'Heterodera schachtii.

Raccolta:
La raccolta della barbabietola dovrebbe avvenire nel momento in cui e massima la produzione di saccarosio per ettaro. In realtà, le esigenze degli zuccherifici impongono tempi diversi e la raccolta inizia in anticipo, quando la produzione di saccarosio per ettaro non è ancora ai livelli altri. La raccolta dura 60-80 giorni e termina quindi ad ottobre. Durante questo periodo aumenta il peso delle radici e generalmente il contenuto in zucchero rimane costante per cui la produzione per ettaro nel complesso aumenta. Le operazioni meccaniche necessarie sono:

Scollettamento: talora preceduto da defogliazione, lo scollettamento è eseguito 1 cm sopra le cicatrici picciolari, da lame fisse o ruotanti che recidono la sommità del fittone dove sono inserite le foglie. Le foglie e i colletti vengono lasciati in campo. Nel colletto è presente poco zucchero e molte impurità che ne rendono difficile l’estrazione.
Estirpamento: eseguito da due vomeri o da dischi contrapposti tra cui passano i fittoni che vengono estratti dal terreno
Pulitura delle radici: operata da giranti ed elevatori grigliati che permettono un distacco della terra attaccata alle radici;
Caricamento

Queste operazioni possono essere eseguite da una stessa macchina, con un solo passaggio e si parla di raccolta a cantieri riuniti oppure in più passaggi detti cantieri separati. In questo ultimo caso le macchine necessarie sono la scollettatrice, la estirpa-andanatrice e la raccogli-caricatrice. Nel caso di cantieri riuniti sono utilizzate macchine semoventi che raccolgono le barbabietole e le depositano in mucchi ai bordi degli appezzamenti, pronte per essere caricate e trasportate in zuccherificio. La produzione per ettaro è molto variabile dalla zona e dall’andamento stagionale. In zone irrigue, in annate con buona disponibilità idrica con estirpi tardivi la resa per ettaro può arrivare a 80-90 t/ha.

Trasformazione e utilizzazione:
La qualità tecnologica della barbabietola da zuccheroè influenzata dal patrimonio genetico della varietà, dal clima e dalla tecnica colturale adottata. I principali parametri per valutare la qualità sono due:

Titolo zuccherino: il contenuto in saccarosio viene espresso in percentuale e si misura con saccarodensimetro o con polarimetro. Il contenuto base, preso come riferimento per il pagamento delle barbabietole, è del 16%. In una singola radice il contenuto zuccherino è massimo nel suo baricentro e sminuisce verso la punta e verso il colletto.
Purezza dei sughi: dipende dalla presenza di elementi melassigeni quali potassio, sodio, azoto nocivo che interferiscono nei processi di estrazione, diminuendo la resa in saccarosio. L’azoto nocivo tende ad aumentare soprattutto in epoche di estirpo tardive o con concimazioni azotate eccessive.

Le radici scollettate vengono impiegate negli zuccherifici. Le foglie e i colletti possono essere utilizzati come foraggio. Dalla lavorazione industriale si ottengono dei sottoprodotti: polpe fresche esauste utilizzate nell'alimentazione animale; polpe secche (si ottengono dalle precedenti previa essiccazione rapida; utilizzate anch'esse nell'alimentazione animale).

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