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Negli anni 80 l'indicatore di sviluppo economico di una nazione era la quantità di anidride solforica che veniva usata nelle aziende.
L'anidride solforica crea un impatto fortissimo sull'ambiente.
Ora in ogni processo produttivo non entra più l'anidride solforica.
In questi anni in cui c'era grande quantità di queste sostanze chimiche di trasformazione nell'ambito industriale purtroppo è scoppiato l'inquinamento ambientale (inquinamento atmosferico, delle falde acquifere, innalzamento della temperatura ecc..)
I padri della qualità iniziano a pensare che le imprese devono coniugare la qualità del prodotto con l'attenzione all'ambiente. Bisogna quindi riorganizzare il sistema produttivo di tutti i paesi.
In quel periodo c'era ancora un'altra distorsione dal punto di vista economico: c'erano paesi industrializzati e paesi con economia in via di sviluppo.
La distorsione è che le tecnologie che erano inquinanti nei paesi industrializzati vennero vendute ai paesi con l'economia in via di sviluppo.

Quindi le industrie pesanti (metallurgiche, chimiche) dei paesi industrializzati vengono trasferite nei paesi con economia in via di sviluppo perchè lì il tasso di inquinamento era basso.
Si è pensato anche a meccanismi di compensazione economica: io inquino tu non inquini se ci mettiamo insieme la media del nostro inquinamento è positiva a livello internazionale. Ma questo è solo un espediente che non ha risolto i problemi economici ambientali del mondo.
Negli anni 80 quindi inizia questo grosso dibattito sull'ambiente e si inizia a pensare dal punto di vista volontario quali strumenti dovevano adottare le imprese per migliorare le qualità ambientale. Iniziano a sorgere i primi sistemi e strumenti di qualità per la gestione ambientale.
Negli anni 80 si inizia a parlare di famiglie di norme ISO 14000, che nasce dopo l' EMAS (regolamento comunitario sulla sostenibilità e sulla gestione ambientale).

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