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Agricoltura biologica

Cos'è l'agricoltura biologica?
L'agricoltura biologica si basa su tutti quei sistemi agricoli che favoriscono la produzione di alimenti e fibre in modo sano.
quella biologica è una produzione agricola che utilizza tecniche rispettose per la fertilità intrinseca del suolo, della natura delle piante, degli animali e dell'equilibrio ambientale; questi fattori escludono l'impiego di concimi, fitofarmaci e organismi geneticamente modificati (OGM).
Con il termine “biologico” si intende ciò che viene ottenuto attraverso un metodo produttivo che non usi i prodotti di sintesi e che rispetti una serie di norme che vincolano il produttore nel modo di operare.
Nel biologico non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi come concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi,...
Nell'allevamento del bestiame, la produzione di carne e pollame è regolata prestando attenzione al benessere degli animali e all'utilizzazione di mangimi naturali.
Vengono rispettati i meccanismi naturali dell'ambiente per il controllo delle malattie e degli insetti nocivi e si evita l'impiego di fitofarmaci di sinesi, erbicidi, fertilizzanti, ormoni della crescita...
L'agricoltura biologica è l'unica forma di agricoltura controllata in base a leggi europee e nazionali.
Nel biologico non ci si basa su dichiarazioni dell'azienda, ma su un Sistema di Controllo uguale in tutta l'Unione Europea, stabilito sia per la coltivazione delle piante che per l'allevamento degli animali da regolamenti della Comunità Europea.
L'azienda che vuole iniziare la produzione biologica notifica la sua intenzione alla Regione e a uno degli organismi di controllo autorizzati.
Il Regolamento della CEE stabilisce che occorre un certo periodo di tempo detto “periodo di conversione”, per passare da un'azienda di tipo tradizionale ad una biologica; in modo che la produzione possa essere definita biologica e avvalersi del marchio certificato: “Prodotto da Agricoltura Biologica”.
Il periodo di conversione è di almeno 2 anni; la durata può variare a seconda delle caratteristiche produttive dell'azienda, tenendo conto degli appezzamenti, del tipo di coltura e del contesto comprensoriale in cui è inserita l'azienda.
I prodotti ottenuti dalle coltivazioni durante il periodo di conversione non possono essere etichettati e commercializzati come prodotti biologici, ma possono avvalersi di un marchio dove viene scritto che il prodotto è stato ottenuto da azienda in “conversione al biologico”.

Quando nasce e perché...

L'agricoltura biologica nasce in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale, negli anni 50, anche se sembra che le prime esperienze siano nate in India, ad opera dell'inglese Halbert Howard che fondò una “scuola di coltivazione biologica”.
Lo sviluppo economico dell'agricoltura biologica è iniziato negativamente a causa della contrarietà dei processi creati nel campo agricolo fino ed oltre la metà del XX secolo, come i prodotti chimici, diserbanti e pesticidi che all'inizio portarono un aumento della produzione agricola.
I fattori che hanno promosso la crescita della coltivazione biologica sono:
- sostegno economico rivolto alla produzione da parte dell'Unione Europea con la Riforma della Politica;
- l'effetto che hanno provocato malattie come la Bovio Spongiform Encelophais;
- l'evoluzione del consumo non più basato sugli status sociali ma sugli “stili di vita”, l'attenzione è ai temi di salute e natura.
Oggi l'agricoltura biologica in Europa è disciplinata dal Regolamento Cee 2092/91 (per le produzioni vegetali) e 1804/99 (per le produzioni animali).

Gli obbiettivi che si prefigge
L'agricoltura biologica si basa sull'equilibrio dell'agrosistema e su un ridotto contributo di energia ausiliaria; occorre saper intervenire su diversi fronti perché si possa ottenere l'equilibrio tra le diverse componenti dell'agroecosistema e quindi utilizzare il minimo di energia ausiliaria.
Per utilizzare il minimo di energia ausiliaria ci sono varie strategie come:
- favorire la complessità ambientale: con la salvaguardia e il potenziamento di siepi, alberi e boschetti, specchi d'acqua;
- favorire la conservazione del suolo: in agricoltura biologica è importante operare per la conservazione del suolo; è necessario proteggere il suolo da fenomeni di erosione, smottamenti, ristagni con adeguate sistemazioni

- eseguire un'adeguata difesa fotosanitaria: è necessario farla per mantenere sotto controllo i parassiti e gli agenti di danno delle colture e un opportuno controllo delle infestanti senza utilizzare i prodotti chimici;
- scelta del seme e delle varietà: in agricoltura biologica ha molta importanza anche la scelta del seme e delle varietà delle piante coltivate.

Tecniche colturali adottare nel Biologico
Le lavorazioni del terreno sono utili per bloccare lo sviluppo delle erbe spontanee che possono inserirsi in competizione con la coltura, sono necessarie per l'interramento dei residui colturali e per i sovesci che apportano sostanza organica al terreno.
In agricoltura biologica sono evitate o molto limitate le lavorazioni con macchine e attrezzi che provocano il rimescolamento degli strati in profondità e il compattamento del suolo.
Le lavorazioni che sminuzzano e rimescolano la stratificazione del suolo danneggiano gli organismi presenti e impoveriscono la catena del detrito e la struttura del terreno.
In agricoltura biologica non si operano arature profonde e non si eseguono arature oltre i 30cm di profondità.
Nell'agricoltura biologica non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi come concimi, diserbanti, anticrittogamici...
Alla difesa delle colture si provvede in via preventiva selezionando specie resistenti alle malattie e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate come:
- rotazione delle colture: cioè non coltivando consecutivamente la stessa pianta, ostacolando cosi da un lato l'ambientarsi di parassiti e dall'altro usando, in modo razionale, le sostanze nutrienti del terreno;

- pianturazione di siepi e alberi: che oltre a ricreare il passaggio, danno ospitalità ai predatori naturali dei parassiti e fungono da barriera fisica a possibili inquinamenti esterni;
- consociazione: coltivando in parallelo piante sgradite l'una ai parassiti dell'altra.
La fertilizzazione costituisce uno degli elementi centrali del produrre biologico.
L'obbiettivo è quello di mantenere la sostanza organica nel terreno, considerando gli elementi fisici, chimici e microbiologici.
In agricoltura biologica si tende a mantenere la fertilità del suolo preferendo la sostanza organica ai sali minerali.
Il mantenimento della fertilità del suolo nelle aziende biologiche può essere ottenuto adottando delle strategie come:
- coltivazione di leguminose;
- scelte delle colture in successione;
- pratica del sovescio.
In agricoltura biologica è vietato l'impiego di concimi che contengono azoto in forma solubile; mentre è ammesso l'impiego di concimi minerali a base di fosforo e potassio, magnesio e calcio.
In un'azienda biologica a parte le leguminose da granella si coltivano anche leguminose foraggere che sono destinate all'alimentazione del bestiame che arricchisce di azoto il terreno.
Nelle coltivazioni biologiche devono essere impiegati sementi non trattati con prodotti chimici, non è consentito l'impiego di materiale manipolato geneticamente (OGM).
La scelta della varietà del seme deve essere effettuata tenendo conto dei fattori ambientali e pedologici.
Se non sono disponibili sementi della specie che un coltivatore biologico desidera produrre o non siano disponibili varietà adeguate, è possibile chiedere all'organismo di controllo una deroga per poter utilizzare sementi di tipo non biologico.

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